 |
BOB DYLAN
Lunedì16 Giugno

La carriera di Bob Dylan ha accarezzato ormai buona parte degli ultimi cinquant’anni. Un traguardo a dir poco straordinario. Sorprendente è altresì il fatto che l’artista sia rimasto attivo nel corso di questi decenni senza mai smettere di essere al centro di un importante dibattito. Non ha mai superato il sentimentalismo e l’accento nostalgico. Non si è mai ripetuto nei suoi successi. Nella buona e nella cattiva sorte ha sempre portato avanti con determinazione il proprio lavoro.
Dylan è una figura rivoluzionaria nella storia della musica popolare americana e nella storia della composizione – ha trasformato ogni regola. Allo stesso tempo è un convinto tradizionalista, studente devoto della storia della composizione musicale e della strofa. Questo aspetto potrebbe non essere in fondo così paradossale; per i pittori, gli attori e i musicisti di jazz, ad esempio, è fondamentale che si raggiunga la perfetta padronanza della tecnica prima di poterla ulteriormente elaborare.
Come Elvis Presley, Dylan ha modificato la rotta della cultura popolare; ha cambiato il corso della corrente mainstream. Ha fatto ricomparire in modo discreto importanti elementi ormai reconditi della tradizione musicale americana per portarli al centro della consapevolezza di massa. Ha dimostrato l’esistenza di un legame profondo tra l’inquietudine lirica del delta del Mississippi e quella dei poeti romantici. Ha provato che l’approccio impetuoso delle band di electric blues alla Muddy Waters sarebbero un veicolo straordinario per la poesia visionaria di Rimbaud o Verlaine. Ha intuito il legame tra il demonio che perseguita il cammino di Robert Johnson e la figura del Segugio Celeste della poesia britannica. Non vi è mai stato nulla di accademico in questa sua innata abilità nel combinare molteplici elementi. Le reazioni di Dylan erano essenzialmente viscerali. Percepiva la grandezza in tutte queste forme e capiva quanto esse potevano rivelarsi potenti una volta combinate insieme.
L’ultimo suo lavoro è una tripla raccolta autobiografica. I tre CD della raccolta ci fanno ripercorrere un percorso musicale straordinario, che va dalle suggestive cadenze di “Blowin’ in the Wind” alla poesia idealistica di “Hard Rain”; dal linguaggio profetico di “All Along the Watchtower” alle prospettive mutevoli di “Tangled Up in Blue”; dal tono spensierato di “On a Night Like This” all’ultima promessa romantica di “When the Deal Goes Down”. Eppure tre dischi possono farci scorgere la sola superficie dell’immensa eredità artistica di Dylan. Scegliete il vostro brano preferito, ricercate l’album originale e cominciare a scavare. La musica di Dylan è un’inesauribile miniera d’oro di innovazione e seducente introspezione. Non riuscirete mai ad intravederne davvero la fine.
(Bill Flanagan-New York, 2007)
www.bobdylan.com

PUNKREAS
Mercoledì 18 Giugno

I Punkreas, nati nel 1989 a Parabiago (MI), possono essere considerati a buon diritto la punk band più famosa d'Italia. Arrivati a questo traguardo dopo molti anni di gavetta, la line up ha subito un solo cambio in 15 anni di presenza sui palchi, a conferma della solidità della band. Attualmente la formazione è composta da Cippa (voce), Flaco (chitarra), Paletta (basso), Noyse (chitarra) e Gagno (batteria), che da Falso, l'ultimo album, ha sostituito Mastino. Musicalmente, la band cerca sonorità grezze e furenti che rivelano peraltro una tecnica eccellente ed una creatività - soprattutto nei testi - fuori dal comune.
1995. E’ tempo di “Paranoia e Potere”. Questa volta i pezzi sono 13. Il disco viene registrato in un mese, completamente in analogico. Forse anche l’utilizzo di una tecnologia bassa ma decisamente calda, contribuisce al grande risultato finale. “Paranoia e potere” è un disco compatto dall’inizio alla fine, senza cedimenti. Alcuni brani, tra cui “Aca toro”, “La canzone del bosco” e “Tutti in pista” sono a tutt’oggi momenti imprescindibili del live. L’ultimo report indica che in questi dodici anni sono state vendute 50.000 copie del disco. E’ facile prevedere che “Paranoia e Potere”, ormai identificato come un classico del punk rock italiano, continuerà ad essere richiesto.
2000. Il 18 febbraio la band pubblica “Pelle”, registrato con la collaborazione di Carlo Rossi. È il primo disco in cui i Punkreas lavorano a fondo sulla produzione, sui singoli suoni. Il disco è arrivato a vendere 35.000 copie e, come insegna “Paranoia e Potere”, non ha ancora esaurito le sue potenzialità. Tra i brani di maggior successo, “Voglio armarmi” e “Sosta”. Per questo, come per il disco successivo, i Punkreas saranno prodotti da Discopiù, una piccola ma dinamica etichetta milanese, già nota per aver messo sotto contratto i Prodigy, prima della loro esplosione a livello mondiale. La band viene invitata a partecipare all’Heineken Jammin’ Festival e all’Independent Day dove ottiene consensi entusiastici. In queste occasioni ha la possibilità di suonare con RageAgainst The Machine, Blink 182, Limp Bizkit, Deftones.
2002. A giugno esce “Falso”, album registrato al Jungle Sound di Milano da Stefano Cesca e mixato a Torino da Carlo Rossi . Il primo singolo "Canapa", dopo una iniziale censura da parte di alcune emittenti televisive e radiofoniche, viene “sdoganato” da Radio Dee Jay e quindi ripreso, in versione video, da MTV. Ovviamente, per il pubblico dei Punkreas, diventa subito il nuovo anthem che va ad aggiungersi ai precedenti Il 2002 vede anche il cambio di line up: Mastino, il batterista, ha lasciato il suo posto a Gagno, da anni attivo nella scena punk. Il suono della band resta granitico, ultracinetico, energico Il gruppo viene invitato a partecipare all’MTV BRAND:NEW TOUR.
2005. Il 4 febbraio esce “Quello Che Sei”, ultimo lavoro in studio della band, registrato e mixato al Transeuropa di Torino dal solito Carlo Rossi. Quello che sei contiene 11 nuove canzoni, in realtà avrebbero dovuto essere 12. La dodicesima era una cover di “What a wonderful world”, canzone portata al successo, tra gli altri, da Louis Armstrong. Purtroppo la riscrittura ironica del mielosissimo testo originario non è affatto piaciuta alla casa editrice americana che detiene i diritti del brano che ha negato i diritti di pubblicazione.
L’anno poi trascorre suonando per tutta la penisola con oltre 80 concerti tra i quali spiccano quelli del Festival di Radio Onda d’Urto di Brescia e Radio Sherwood di Padova ognuno dei quali colorato da piu’ di 5.000 calorosissime presenze sotto il palco. Affollatissimo anche il concerto benefit tenuto presso il piazzale dell’università di Palermo con oltre 4.000 persone.
2006. È l’anno di “Punkreas Live”, un cd dal vivo che ripercorre l’avventura musicale dei massimi esponenti del punk rock italiano, tra cui spiccano le ormai storiche “Aca Toro”, “Sosta”, “Il Vicino”e “Canapa”. La band viene premiata al M.E.I. 2006 con un premio alla carriera come miglior gruppo punk italiano.
2007. L’anno comincia con la partecipazione al “Treno della Memoria” e la visita del campo di sterminio di Auschwitz organizzato dalla ONG “Terra del Fuoco” in occasione delle
commemorazioni del 27 gennaio per la giornata della memoria della Shoah. Il gruppo si esibisce presso il “Club Rotunda” di Cracovia per gli oltre 700 studenti di tutta Italia che hanno partecipato all’iniziativa. A febbraio il gruppo ha anche il piacere di suonare ed accompagnare il Premio Nobel Dario Fo in un paio di canzoni al termine della manifestazione di Vicenza contro l’allargamento della base americana di Dal Molin. Il breve tour estivo si conclude con un concerto alla serata di apertura della Festa di Radio Onda d’Urto di Brescia davanti ad alcune migliaia di persone.
2008: E’ l’anno di “Futuro imperfetto”.
www.punkreas.net

SUD SOUND SYSTEM
Venerdì 20 Giugno

Le origini del Sud Sound System risalgono al movimento italiano delle “posse”, considerato oggi – a 15 anni di distanza dal suo nascere e crescere come realtà musicale sulla scena nazionale – forse l’evento più dirompente e creativo che si sia verificato in Italia negli anni ’90, musicalmente parlando. Di quel movimento, “antagonista” al tempo stesso tanto sul versante musicale che su quello più precisamente sociale, i Sud Sound System stessi sono stati una parte fondante e un’energia propulsiva di prim’ordine.
Il Sud Sound System – composto da un gruppo di amici dai soprannomi significativi: Treble, Don Rico, Terron Fabio, GGD, Papa Gianni, Nandu Popu - esordisce discograficamente nel giugno del 1991 con il 12 pollici “fuecu/t’a sciuta bona”, provocando un notevole impatto con il mondo musicale italiano, a partire dall’uso del dialetto salentino nel reggae, dalla freschezza delle trovate musicali, dall’impegno senza retorica dei testi. Ma la storia del Sud Sound System comincia da molto prima, in linea con la tradizione del reggae dancehall giamaicano: casse, due piatti e il microfono. Ed è così che nascono le prime dancehall per i più stretti, per gli amici più intimi, in casa. Presto, però, lo spazio di quella abitazione non potrà più contenere la gente accorsa numerosa con un semplice passaparola, e la situazione si sposterà nelle campagne salentine, tra gli ulivi secolari, i frantoi abbandonati e i 40 gradi d’estate.
Preceduto da una raccolta che riassume la discografia dal 1991 al 1996 dal titolo “Tradizioni”, nel 1996 esce il loro primo album “Comu na petra” (CNI), per il quale collaborano con alcuni tamburellisti salentini: vengono gettate le basi per quel raggamuffin intriso di pizzica, da sempre parte costituente e imprescindibile della natura del gruppo. Prendono forma brani come “Afro ragga taranta jazz” e “Crisce”.
Nel giugno del 1999 esce l’album “Reggae party” (Royality/Edel), che riscontra un ottimo successo di critica e vendite; è inoltre presente su Internet sui siti di Vitaminic e Mpx. Sempre nel 1999 debuttano anche come attori, girando alcune scene del film di C. Comencini, “Liberate i pesci”, ambientato nel Salento.
A Luglio 2001 esce l’album “Musica musica” (Royality/Edel), che il S.S.S. propone in tour con la band BAG A RIDDIM. In novembre pubblicano “Giallurussu”, canzone incisa per la squadra dell’ U.S. Lecce.
Il 6 giugno 2003 vede la luce il nuovo album “Lontano” (Salento Sound System/V2 Records), che raggiunge subito la classifica italiana tra i dischi più venduti. Da qui un susseguirsi di soddisfazioni per la band: il videoclip Le “Radici Ca Tieni” viene trasmesso in rotazione sulle principali reti musicali e vince il Premio MEI come miglior video indipendente; ad ottobre dello stesso anno al Teatro Ariston di Sanremo viene consegnata loro la Targa Tenco per il miglior album in dialetto; un tour completamente sold out in tutta Italia e un tour europeo in Germania, Portogallo, Polonia, Lituania e Svizzera.
Il 6 Maggio 2005 esce “Acqua pe sta terra” (Salento Sound System/V2 Records), quinto album dei salentini, presentato in anteprima al concerto del Primo Maggio a Roma a Piazza San Giovanni. È un disco dancehall più maturo rispetto ai precedenti: il sound e l’aggressività sono più marcati ed arrivano dritti al cuore. L’album è impreziosito dal contributo di illustri artisti del panorama reggae: LUCIANO, con il suo reggae conscious in “Now Is The Time”; CHICO in “Acqua Pe Sta Terra”; ANTHONY JOHNSON nella preghiera “Jah Jah Is Calling”; GENERAL LEVY nell’immancabile brano di denuncia “Nu Te Fa Futtere”.
L’album viene premiato con la targa d’argento per aver superato le 20.000 copie vendute.
Il 27 ottobre 2005 il gruppo partecipa alla seconda puntata della trasmissione di Adriano Celentano, ROCK POLITIK.
Il 26 maggio 2006 esce “Live and direct 2006” (Salento Sound System/V2 Records), il primo CD/DVD Live della storia dei Sud Sound System (Terron Fabio, Don Rico e Nandu Popu): accompagnati dalla Bag a Riddim Band già da diversi anni, i palcoscenici di tutta Italia e di parte dell’Europa hanno sempre dato loro la possibilità di esprimersi in tutta la loro energia e spettacolarità. È proprio dal vivo che la formazione ha sempre dato il meglio di sé.
Pochi giorni dopo i SSS volano a Nairobi in Kenya in occasione del World Social Forum, e si esibiscono nella baraccopoli di Dandoora, la più grande e popolata di Nairobi, riuscendo a coinvolgere una popolazione intera. Nasce da qui l’idea dei Sud Sound System di dedicare il tour 2007 alla raccolta di fondi per il sostegno delle baraccopoli.
A novembre sono usciti, come anticipazione dell'album, i tre attesissimi brani firmati Sud Sound System distribuiti in tutto il mondo su supporto 7 pollici dal mese di Novembre 2007:
- “Una Sula” featuring Kiprich su genuine riddim
- “Long Time” by Don Rico su Mafioso riddim
- “Me Love How She Gwaan” by Terron Fabio and Daddy Freddy su She gwaan riddim
Il 2 maggio 2008 arriva nei negozi il nuovo album dei Sud Sound System, “Dammene ancora”, il loro settimo album di studio, impreziosito dalle collaborazioni di Jah Mason, Kiprich, Esco, Morgan Heritage, Neffa, Laza, Bling Dawg, Daddy Freddy. Il primo singolo estratto dall’album è il brano “Chiedersi come mai”, che contiene il featuring di Neffa.
www.sudsoundsystem.com

TONINO CAROTONE
Domenica 22 Giugno

"È un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto".
Nell'introduzione al fortunatissimo singolo 'Me cago en el amor' (ripresa anche in 'Acabaràs como siempre'). C’è la consapevolezza di un percorso irto di difficoltà e privo di sbocchi per chi non ama le regole, per chi segue valori umani autentici non mediati da retorica o da imposizioni mentali. Antonio de la Cuesta, Tonino da ragazzo e Tonino da musicista, è cresciuto in un quartiere popolare di Pamplona ascoltando la radio, guardando la tv e assimilando tutte le melodie degli spettacoli e degli spot televisivi. Poi, iniziata la carriera musicale, durante gli spostamenti in furgone ascoltava cassette di quelle che sono le sue vere passioni musicali: Luis Aguile, Trini Lopez, Peret e soprattutto i cantanti leggeri italiani come Mina, Rita Pavone, Albano & Romina, Adriano Celentano. Dopo l'incontro e l'inizio di una frequente collaborazione con Manu Chao, Tonino ha preso il cognome d'arte dal napoletano Renato Carosone e il look da Fred Buscaglione, le sue guide spirituali. La sua musica è dunque un vero e proprio omaggio alla canzone italiana, ma a quella ormai passata che faceva da colonna sonora alle commedie all'italiana degli anni '60 e dei primi anni '70, con tanto di mandolino sempre presente a sottolineare la melodia. Ci sono anche omaggi diretti ed espliciti alla canzone italiana nelle versioni di 'Tu vuo' fa l'americano' (di Renato Carosone) e di un'hawaiiana 'Sapore di mare', trasformata in un inno antimilitarista. Insomma, canzoni che odorano dei cortili delle vecchie case di ringhiera.
Attenzione al suo album, presto in arrivo...siempre con la sua band preferita, gli Arpioni.
www.toninocarotone.eu

LUDOVICO EINAUDI Compositore e pianista
Lunedì 23 Giugno

Ludovico Einaudi, compositore e pianista.
La sua musica affonda le radici nella tradizione classica con l'innesto di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea.
Le sue melodie, profondamente evocative e di grande impatto emotivo, lo hanno reso oggi uno degli artisti più apprezzati e richiesti della scena europea.
A seguito del suo ultimo album, Divenire (Decca 2006, Disco d'Oro in Italia), ha intrapreso un tour europeo di oltre 80 concerti, culminato nel novembre del 2007 con un concerto alla Royal Albert Hall di Londra di fronte a 4000 persone.
Nato a Torino il 23 novembre 1955, si è diplomato in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano, e si è perfezionato sotto la guida di Luciano Berio.
Verso la fine degli anni Ottanta attraversa un periodo di sperimentazione e ricerca, durante il quale inizia a collaborare con il teatro e la danza.
Nel 1990 pubblica ‘Stanze', 16 composizioni interpretate dall’arpa elettrica di Cecilia Chailly. L'album viene pubblicato anche in Inghilterra; si racconta che quando la BBC mandò in onda alcuni brani, la segreteria dell'emittente britannica andò in tilt per rispondere agli ascoltatori che volevano sapere chi era l'autore.
Ma è l'album ‘Le Onde' (1996) che rappresenta il vero punto di svolta nella sua carriera.
Con ‘Le Onde' Einaudi compone e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf.
Il disco, concentrato di quel suono circolare, avvolgente e minimalista che diventerà la cifra del suo stile, sarà pubblicato un paio di anni dopo nel Regno Unito, riscuotendo unanime consenso di pubblico e di critica.
Nel frattempo il regista Nanni Moretti sceglie alcuni brani per il suo film “Aprile”, a cui faranno seguito una serie di proficue e premiate collaborazioni con il cinema, fra cui "Fuori dal Mondo" (Echo Klassik Preis) e "Luce dei miei occhi" (Italian Music Awards), di Giuseppe Piccioni, "Dr Zhivago" (Gold Word Medal New York Film Festival), di Giacomo Campiotti, "Sotto Falso Nome" (Best Filmscore Avignon Festival), di Roberto Andò, fino al più recente “This is England” (Music Nomination BIfa), dell’inglese Shane Meadows
L'atteso seguito di "Le Onde" si intitola ‘Eden Roc' (1999) e prosegue la ricerca sull'approfondimento della canzone strumentale iniziata precedentemente, con l'aggiunta di un quintetto d'archi e della collaborazione con il grande musicista armeno Djivan Gasparijan.
Sul finire del 2001 è tempo de ‘I Giorni', altra raccolta di brani per piano solo, sulla scia di un viaggio in Mali - terra di cantastorie e di antiche tradizioni musicali- durante il quale Einaudi incontra il maestro della kora Toumani Diabate. L'album possiede una sua particolare leggerezza, ma allo stesso tempo è ricco e profondo. Melodie lineari, tanto suggestive da apparire ancestrali, già esistenti dentro ognuno di noi.
In Mali ritornerà nel gennaio 2003, per partecipare alla terza edizione del ‘Festival au Désert.
Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora.
Un brano di quella performance, ‘Chameaux', sarà inserito nel disco dal vivo 'Le Festival au Désert'.
Einaudi ricambierà l'ospitalità invitando Sissoko in Italia per una serie di concerti e per registrare l’album ‘Diario Mali’.
Il 2003 è caratterizzato da puntuali 'tutto esaurito' sia in Italia che all'estero. A cominciare dalla Gran Bretagna, dove nel frattempo esce ‘Echoes (The Einaudi Collection)', una raccolta dei suoi successi, che supererà le 100 mila copie vendute.
Nello stesso anno è nel cartellone della Scala di Milano, dove registra il doppio live ‘LaScala:Concert 03 03 03', che contiene tutti i brani più noti dell'autore e anche un omaggio al rock con una versione di “Lady Jane” dei Rolling Stones.
Quando esce ‘Una mattina’, il primo album firmato con la Decca, nell’autunno del 2004, il disco schizza subito al primo posto delle charts britanniche di musica classica.
A colpire nel segno sono le melodie ondulatorie in continuo movimento, fra accelerazioni improvvise e altrettanto subitanee sospensioni, mai così solari e ‘positive’.
Da quel momento, Einaudi inizia un tour fortunato e pressoché infinito, che lo porta in giro per l’Europa, offrendogli spunti per collaborazioni inedite e sempre più stimolanti, in bilico tra suoni classici e d'avanguardia, suggestioni etniche ed elettronica.
Nel 2007 ha aderito a un progetto umanitario per la raccolta di fondi per la costruzione di pozzi d'acqua in Africa, gestito dall'Associazione Ali 2000/Onlus
Nel 2008 ha impegni concertistici in Italia, Svizzera, Belgio, Olanda, Francia, Germania, India, Stati Uniti e Giappone.
www.ludovicoeinaudi.com
 |